Marco Bonardelli

“Ornella Vanoni era un’intellettuale. Non riesco a considerarla solo una cantante”. Margherita Carducci in arte Ditonellapiaga ricorda così l’icona della canzone italiana, che nel 2024 la volle con Elodie per incidere una nuova versione di “Ti voglio”, brano dance del 1977, recentemente proposta in uno spot pubblicitario di una nota casa automobilistica. “Quando mi ha raccontato di aver preso i biglietti aerei per non far perdere a suo figlio la caduta del muro di Berlino, mi sono resa conto di avere di fronte a me una gigante. Per morire come è accaduto a lei e arrivare alla sua età con quella lucidità ci metteremmo tutti la firma. Infatti per me la scomparsa di Ornella è stata proprio un lutto nazionale e culturale, non solo musicale”.

Un omaggio ad una grande interprete che la cantautrice romana, rivelazione musicale degli ultimi anni, fa durante l’incontro stampa che precede la sua partecipazione al Festival di Sanremo 2026 con “Che fastidio!”. A tre anni dalla partecipazione con “Chimica” al fianco di Rettore e dopo aver accompagnato Willy Peyote e Federico Zampaglione nella serata dei duetti dello scorso anno, Ditonellapiaga torna in gara al festival con un brano (già disponibile in pre-save per Bmg) che anticipa anche nei contenuti “Miss Italia”, il nuovo album in uscita il 10 aprile prossimo. Scritto con Edoardo Castroni, Edoardo Ruzzi e Alessandro Casagni, il pezzo è una fotografia pungente di piccole e grandi inconvenienze della vita quotidiana che portano spesso la sensazione di sentirsi fuori posto.

“Nasce da una discussione con i miei discografici che ha portato ad un epilogo positivo – racconta - “Che fastidio!” narra un senso di alienazione verso una serie di rituali formalità sociali che a volte ci stanno strette”. “Tutte le cose che elenco, quasi tutte, le faccio e ne faccio parte – prosegue - Tendenzialmente è un brano che parla del mondo che mi circonda e del modo in cui vivo, quindi vorrei che non venisse preso con arroganza, perché in realtà è una canzone estremamente simpatica, come quel parente che vedi a Natale e a cui vuoi bene, ma che ti dice quella parola che poteva evitare”. Una sensazione, quella di sentirsi fuori posto, che l’artista conosce molto bene. ”Mi sento così perché sono sempre troppo pop per l'underground e troppo alternativa per il pop mainstream. Questo non essere troppo etichettabile, che potrebbe sembrare un problema, lo vedo come una virtù. E il brano rispecchia al 100% la mia identità musicale. Quando ho saputo che Carlo Conti aveva scelto di portarlo sul palco dell’Ariston ho detto “Che coraggio!”, perché fra tutti, il più coraggioso è stato lui scegliendolo per Sanremo”.

Immancabile, per l’ironia con cui situazioni e persone sgradite vengono elencate nel testo, il paragone con “Nuntereggaepiù”, il brano cult di Rino Gaetano del 1978. ”Non mi sono ispirata, ma Donatella Rettore mi ha fatto notare più di tutti questa somiglianza, affermando che fosse una versione 2.0 di quel pezzo. Ovviamente non lo è, ma questo paragone mi lusinga”.

Fondamentale l’arrangiamento per l’orchestra curato dalla direttrice Carolina Bubbico (nostra ospite a "Viva la musica - Aspettando Sanremo"), già al festival con Serene Brancale, Il Volo ed Elodie. “Non mi sarei mai aspettata di vederlo suonato da un’orchestra e Carolina ha fatto un lavoro magistrale. E’ un arrangiamento lontano dalle sonorità club dell’originale, ma che ne esalta l'energia. Aver avuto la possibilità di lavorarlo con lei è stato bellissimo, perché ha fatto un lavoro molto difficile: costruire una partitura per orchestra su un brano così elettronico”.

Nella serata delle cover, Margherita porterà sul palco dell'Ariston “The lady is a tramp”, l’iconico brano reso celebre da Frank Sinatra, in duetto col cantautore siciliano Tony Pitony. Una scelta coerente col progetto che l’artista intende portare al festival. “E’ un percorso all'insegna dell'irriverenza, della follia e della vitalità - sottolinea - e sinceramente non potevo avere persona migliore al mio fianco. Tony è un maestro in tutto questo, perché è un attore. Ha tantissimo gusto musicale e padronanza vocale, elementi per me fondamentali. E’ veramente talentuoso e mi ha spronato anche a migliorare me stessa”.

Immancabili le domande sul personaggio Tony Pitony, amato ma anche contestato per i testi eccessivamente espliciti del suo repertorio. “Ognuno ha la propria sensibilità e alcune persone possono non concordare con i suoi testi. Io trovo che la sua produzione sia chiaramente ironica, da considerare alla pari di Checco Zalone, altro artista che adoro. Si ride con lui e non con lui, proprio come lo stesso Zalone quando canta la canzone sugli omosessuali per ironizzare sul classico troglodita”.

Sanremo è la prima tappa di un anno ricco di progetti per l’artista. A poche settimane dal festival e in attesa di “Miss Italia”, Ditonellapiaga debutterà come attrice in “Notte prima degli esami 3.0” di Tommaso Renzoni, al cinema dal 19 marzo. A novembre sarà protagonista di due grandi concerti il 27 all’Atlantico di Roma e il 30 al Fabrique di Milano.

La foto di Ditonellapiaga è di Ilaria Ieie